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In un momento di grande visibilità, ma anche di importanti sfide per la Puglia, quale è quello che viviamo, ci sembra fondamentale valorizzare le energie e i talenti di quanti, tra artisti e operatori culturali, hanno deciso di rimanere e investire in questa terra.
Per questa ragione il Festival “MENU KEBAB” si muove nell’ottica di creare ponti e raccordi tra i musicisti pugliesi e gli ospiti che di volta in volta accetteranno di condividere le loro esperienze e i loro saperi, in un percorso di scambio e arricchimento reciproco.
Siamo convinti che la conoscenza degli altri e l’incontro tra culture diverse siano l’antidoto ideale agli odi e agli scontri tra civiltà.
Gli artisti che invitiamo nella nostra terra provengono da luoghi attraversati da conflitti.
Non di meno, rappresentano e testimoniano con la propria arte un diverso punto di vista, una voce contro, una presenza che è resistenza.
I nostri ospiti stranieri, per questa prima edizione, provengono dalla Palestina e dagli Stati Uniti d’America, terre solo apparentemente lontane, accomunate invece da un’unica guerra che condiziona la vita di milioni di persone.
Il linguaggio che abbiamo scelto è quello dell’hip hop inteso nella molteplicità delle sue discipline: il rap, il breaking , il djing, i graffiti.
L’hip hop, che oggi è nel cinema, nei teatri, nelle gallerie d’arte, continua a trarre linfa dalla strada, si fa denuncia nei corpi e nelle teste di quanti vivono, oggi, una condizione di disagio e malessere.
Gli artisti, italiani e non, sono stati scelti non solo in base al talento che possiedono, ma anche per la loro alta testimonianza umana e civile.
Siamo sicuri che le donne, i giovani, gli uomini della Puglia sapranno apprezzare questa proposta e si lasceranno conquistare facilmente da un insieme così vivo di parole, danze e colori.
Francesco Occhiofino – direttore artistico
Alberto La Monica – direttore organizzativo

 
 
 
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